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UNA CITAZIONE AUTOREVOLE #EKW

UNA RIFLESSIONE SULL’ORIGINE DISCRIMINANTE DEL TUTTO #EKW

#EKW

#EKW

Una citazione autorevole.

“È risaputo, per esempio, che nei ristoranti famosi per l’eccellenza delle loro cantine, ogni buongustaio del giorno d’oggi sorseggia con piacere vini pregiati fatti con vinacci qualunque trattati secondo il metodo Pasteur. Ora, tali vini, genuini e adulterati, posseggono lo stesso aroma, lo stesso colore, lo stesso bouquet, e perciò il piacere che si prova degustando quelle bevande manipolate e affatturate è assolutamente identico a quello che si proverebbe centellinando il vino naturale e puro, ormai introvabile anche a pagarlo una fortuna”.

Estratto da Controcorrente, Huysmans – 1884.

Ora, è palese di cosa si stia parlando e noi di #EKW non vogliamo farne meraviglia, ne è riconosciuta la differenza da chi ha naso e palato accorto.

Questo scorcio tratto da un opera ritenuta fondamentale per la decadenza e il dandysmo mondiale sancisce la differenza tra vino naturale e vino affatturato, ciò che noi oggi definiamo convenzionale e ne delinea il fondamento, senza lasciar possibilità di risposta.

Huysmans individua, a ragione, nella figura di Pasteur, quindi nelle sue scoperte, la chiave di volta nel mondo fermentativo. Infatti dal 1854 al 1864 Pasteur conduce accurati studi circa le fermentazioni della birra, del vino, dell’aceto e delle alterazioni funginee riguardanti il vino.

Ovviamente trattasi della discriminante fondamentale tra un vino “autentico” e un vino “affatturato” ossia tra una fermentazione spontanea: attivata dai lieviti apiculati presenti per natura sulla buccia dell’uva, per poi proseguire con i cosiddetti lieviti di cantina, ovvero quel patrimonio unico ed irripetibile del contesto ambientale nel quale i tini di fermentazione si trovano , retaggio dell’intorno e delle vinificazioni precedenti, e una fermentazione guidata da lieviti selezionati: un ceppo di lieviti isolati per le loro caratteristiche ritenute a detta di qualcuno del settore idonee e riprodotti in laboratorio su scala.

Il lievito selezionato garantisce un determinato risultato in un tempo limitato, ovvero ottenere aromi specifici, dare morbidezza al vino, adsorbimento della parte tannica, stabilizzazione del colore ecc… senza contare tutta la gamma di coadiuvanti enologici e ritrovati della tecnologia che permettono una maggiore adulterazione del mosto.

L’estratto di Huysmans per #EKW sottolinea non l’identicità (qui intesa come ripetibilità) dei due prodotti a base di mosto d’uva fermentato bensì la ricerca alcolica per un abbandono dello spirito, in favore della lascivia e delle voluttà.

Certo è che il protagonista Des Esseintes ricerca maniacalmente il fulcro di ogni cosa percettibile: dalle pietre, i tessuti, fiori, ai profumi, al vino…

#EKW

#EKW

Perciò vestitevi di ciò che volete, anche se di cattiva fattura, adornate il vostro corpo di ciò che vi piace seppur effimero, colorate la vostra casa del vostro colore preferito anche se inveritiero… bevete ciò che volete anche se gomma…

Il mercato ahimè è libero e le leggi e i consorzi di certo non proteggono il consumatore. Ciò che chiede Des Esseintes è la consapevolezza data dal continuo ricercare lo zenit in qualsiasi cosa percettibile ai sensi umani, in ogni suo spazio fino ad ogni suo recondito anfratto.

Pertanto #EKW  vuole aggiungere la discriminante dell’animo umano.

Chiunque può blaterare circa l’edonismo enoico e forse anche di empatia tra uomo e liquido vinoso… credendo che ciò che ha nel bicchiere sia il massimo raggiungibile o tra le massime espressioni.

Un becero potrà apprezzare solo vini immediati e di poco spessore, oppure pacchiani e rotondi quanto lui, inquadrati in dogmi stereotipati e di facile comprensione esaurendo lì, o poco più oltre il rapporto, esteriorandone una descrizione scolastica rinchiusa in quattro pareti, fuori dalle quali tutto è errore e difetto.

Un animo libero non ha limiti “accademici” ed è capace di spaziare nelle ossidazioni e comprenderne le derivazioni, chiedere stabilità senza chimica, agognare la volatile per bere e bere a fiotti, abbracciare l’acetica come un vecchio nemico a volto scoperto, e disarmato corrergli incontro; amare il brett perché esiste in natura, comprendere la riduzione perché è protezione di qualcuno che vi sta chiedendo ancora tempo, apprezzare la scolmature perché quel vuoto è il complemento stesso di quel liquido; abbandonarsi alle astringenze come s’abbandonano le uve alla macerazione e amarle come si ama una donna rossa…

…e tutto ciò porterà quegli spiriti in luoghi già visti o di nuovi davanti ai loro occhi ne creerà.

#EKW